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La lingua dei segni

La maggioranza delle persone sorde, in Italia, ma anche nelle altri parti del mondo, usa una propria lingua, detta lingua dei segni. Essa si basa sull´uso delle mani, delle espressioni e del movimento del corpo e sfrutta il canale visivo e gestuale per cui il messaggio viene espresso con il corpo e percepito con la vista.

Ogni paese ha una propria lingua dei segni, quindi, si può dire che si tratta di una vera e propria lingua, con una sintassi e con delle determinate lettere, che corrispondono alle nostre lettere e, si può pure dire, che questa lingua ha una propria storia, che è nata in Francia, nella seconda metà del 700. Un educatore, l'Abbè de L'Epèe, che aveva deciso di comunicare con i sui studenti sordi, decide di utilizzare dei segni per insegnare ai suoi studenti la lingua parlata e scritta, aggiungendone dei segni, da lui inventati e corrispondenti ad elementi grammaticali e sintattici della lingua francese. Dopo la sua morte, un altro studioso, Sicard, fece anche altri studi su questa lingua, riguardanti i diversi aspetti della comunicazione umana.

Il primo che fondò un´Università per Sordi al mondo, fu lo statunitense Gallaudet, che affascinato dagli studi fatti in Francia, ci stette un anno e poi ritornò in America, per diffondere qui le sue teorie e la lingua dei segni.

Anche in Italia, in quel periodo si diffuse la lingua dei segni; bisogna dire però, che gli educatori non volendo che questa lingua si diffondesse in ambito educativo, poichè questo si basava soprattutto sull´oralità, avevano proibito lo sviluppo e la diffusione della lingua dei segni nel paese. Essa, però, si diffuse nei corridoi con un conseguente impoverimento linguistico.

Oggi, si può dire, che e la lingua dei segni italiana costituisce la lingua madre dei sordi, non inferiore alla lingua degli udenti. Solo a partire dagli anni sessanta, questa lingua inizia ad essere studiata e considerata come una vera e propria lingua, con un lessico ed una propria grammatica: lo studioso William Stoke fu il primo a dimostrare che questa lingua non è una semplice mimica.

Il segno di una lingua dei segni è composto da 4 componenti principali:
* orientamento,

* movimento

* configurazione,

* luogo (ossia i quattro elementi manuali del segno)



e componenti non manuali:
* espressione facciale,
* postura e

* elementi orali.



Gli elementi orali non sono prettamente appartenenti alla lingua dei segni, poiché sono orali, è quindi labiali. Infine, bisogna dire, che ogni comunità di persone sorde nei differenti paesi, hanno una propria lingua dei segni, quindi, si differenziano come le grandi lingue nazionali, l´inglese, il francese, etc. e, come per queste lingue ci sono traduttori, così anche per la lingua dei segni ci sono dei "traduttori" per farci capire cosa dicono le persone sorde e per far loro capire cosa diciamo.

Il sinonimo alfabeto
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