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verbi

I verbi italiani vengono coniugati in base al modo, al tempo e alla persona. Appartengono quindi ad una categoria grammaticale variabile.

Per modo s'intende l'atteggiamento che il parlante assume verso la sua stessa comunicazione. I modi finiti del verbo nella lingua italiana sono l'indicativo, il congiuntivo, il condizionale e l'imperativo. Inoltre vi sono l'infinito, il participio ed il gerundio, tre forme nominali del verbo che possono assumere valore di modo nel corrispondente verbo finito. Il tempo qualifica l'azione in riferimento all'asse cronologico, o assolutamente o relativamente ad un certo termine di riferimento, come può avvenire nel caso di due frasi dello stesso periodo.
La persona si può individuare solo nei modi finiti ed esprime un certo valore verbale in relazione al parlante (io), all'interlocutore (tu), a una terza persona (egli, ella), a una pluralità che comprenda il parlante (noi) o l'interlocutore (voi) oppure che li escluda (essi, esse).

Per produrre un'unità minima di comunicazione dotata di senso compiuto, cioè una frase o proposizione, bisogna avere almeno un predicato nella forma di un verbo di modo finito. Nel caso in cui la frase non sia impersonale, questo predicato dev'essere accompagnato da un soggetto. Si può quindi affermare che il verbo è fondamentale per la frase italiana.

Esemplificative sono le frasi impersonali. Infatti vi sono i cosiddetti "verbi impersonali", i quali non rimandano ad una persona determinata e si adoperano nella terza persona singolare per produrre da soli delle frasi. Si tratta essenzialmente di verbi che indicano un fenomeno atmosferico. Pensiamo ad esempio a "piove, nevica, tuona, imbrunisce" e altri verbi della stesso tipo. I predicati, che da soli bastano a formare una proposizione, sono spesso anche forme del verbo fare accompagnate da un aggettivo o da un sostantivo (fa notte, faceva caldo ecc.).

Infine il verbo ha un rapporto ben preciso con soggetto e oggetto. Questo rapporto viene definito diatesi (o forma o voce). Quando la diatesi è attiva, il soggetto coincide con l'agente dell'azione (il bambino mangia la mela). Nel caso di una diatesi passiva l'agente non è il soggetto (la mela è stata mangiata dal bambino). Se l'oggetto e il soggetto coincidono, abbiamo una diatesi riflessiva (Il bambino si lava).

Il sinonimo alfabeto
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